A maggio più che inoltrato è terminato questo infinito campionato di serie B, in una formula anomala a 13 squadre, (grazie ai numerosi ripescaggi e alle numerose sorprese che Federazione da sempre ci ha abituati), e che ha visto l’Alabarda terminare in un malinconico penultimo posto, davanti ai soli amici dell’Euganeo.
Una stagione cominciata con i migliori propositi, anche se un po’ in sordina, e terminata col fiato corto, anzi cortissimo, a causa degli infortuni di alcuni senatori (ovvero coloro che garantivano la loro presenza e prezioso contributo in quasi ogni gara), alcune decisioni e circostanze sfavorevoli e il poco impegno di chi invece avrebbe dovuto garantirne.
L’Alabarda si è trovata così sempre in difficoltà, battagliando sempre fino quasi alla fine di ogni incontro per poi sciogliersi come neve al sole nei momenti decisivi, non riuscendo a gestire i palloni più importanti. Nonostante ciò, però, si sono visti anche momenti di bel gioco, basti pensare che il Malo, vincitore (con ampio merito) del campionato di serie B, si sia sempre imposto contro gli Alabardati con il minimo scarto e con molta sofferenza.
Un plauso va al nostro presidentissimo, pronto a scommettere e a rischiare per questa avventura alabardata, al nostro DS, presenza costante e inquietante, con tanto di mortadella e cassa di birra sempre pronte, a Davide Nait, che nonostante gli anta appena compiuti, ha saputo dimostrare un temperamento e un entusiasmo (dentro e fuori il campo) ben al di sopra di tanti giovani, e a Igor Glavina, che ha saputo tirar fuori la squadra da una situazione difficile. Senza poi dimenticare coach Miklavec, maestro di pazienza nei confronti di una squadra di psicolabili, riuscendo comunque a dare il suo importante contributo tecnico.
A poco è purtroppo servito l’innesto di Ivan Kerpan a stagione già iniziata, nonostante Ivan si sia rivelato, oltre che ottimo giocatore, anche un ottimo compagno di squadra e amico.
Le note dolenti della stagione sono state in primis gli infortuni, una lunga lista nera inaugurata già prima dell’inizio delle ostilità da Kastelic (in versione easy-rider), e quindi subito dopo dal grigliatore Sabadin (legamenti ginocchio), proseguita con Mago Marchionni (lussazione spalla), e terminata con Kerpan (un piccolo intervento da tempo programmato) e Fighetta Angileri (frattura dito). L’altra nota dolente è stata il poco impegno e dedizione al sacrificio di chi invece avrebbe dovuto dare qualcosa in più, basti pensare alle trasferte più lunghe (Klausen e Taufers), in cui la squadra si è trovata in formazione a dir poco rimaneggiata e sempre con il minimo sindacale di giocatori a referto (ma quando l’Alabarda si fa corsara, si sa, non ce n’è per nessuno…).
Cosa riserverà invece il futuro per l’Alabarda? Sarebbe bello un altro campionato in serie B (ripescaggio permettendo), ma gli interrogativi riguardanti i giovani lascia molti dubbi, soprattutto guardando alla stagione appena trascorsa, e l’impegno che deve essere pieno da parte di tutta la squadra. La serie C invece si dimostrerebbe forse poco stimolante per la compagine alabardata, dopo le oramai innumerevoli stagioni passate a navigare in quella categoria. Molto anche dipenderà dalla formula adottata dalla federazione, vista anche la probabile riforma dei campionati.